Equo compenso, sanzioni tenui nei nuovi codici deontologici

A un anno dalla legge sull’equo compenso, si allunga la lista degli Ordini che hanno aggiornato i Codici deontologici per inserire le regole sui rapporti con Pa e clienti “forti”. E, come era prevedibile, le sanzioni per chi viola le nuove disposizioni, accettando un compenso inferiore al dovuto, sono tenui: del resto, il professionista è il soggetto debole in questi rapporti di lavoro. Il quadro normativo La legge sull’equo compenso (49/2023, in vigore dal 20 maggio 2023) si applica ai rapporti dei professionisti con Pa, banche, assicurazioni e grandi imprese. Stabilisce che siano nulle le clausole contrattuali che non prevedono un compenso equo e proporzionato all’opera prestata (con riferimento ai parametri della categoria). E prevede che i Consigli nazionali adeguino i Codici deontologici inserendo sanzioni per i professionisti che violano l’obbligo di accordarsi per un compenso equo. Va sanzionato anche il professionista che non avvisa il cliente della necessità di rispettare nel contratto l’equo compenso, se a predisporlo è il professionista stesso. L’aggiornamento I primi a modificare il Codice deontologico sono stati gli ingegneri, un mese dopo l’arrivo della legge. Di fatto inserendo nel testo le norme della legge 49 e il rinvio ai parametri per stabilire l’equità del compenso. E stanno già arrivando le prime segnalazioni di violazione di queste regole ai Consigli di disciplina. Disposizioni analoghe sono state previste nei Codici di periti industriali e geometri (aggiornati, rispettivamente, a settembre e ottobre scorso). Per le sanzioni, i Codici rinviano alle regole generali, applicabili, caso per caso, dai Consigli di disciplina: si va dalla censura all’ammonimento, fino alla sospensione e radiazione dall’Albo per i casi davvero gravi. Più articolato il ragionamento dei commercialisti nel nuovo Codice in vigore dal 1° aprile (che rivede anche le norme su uso dei social e pubblicità, tra le altre). Per valutare l’equità del compenso gli iscritti devono tenere conto dei parametri ma anche dell’importanza e della difficoltà dell’incarico, del tempo necessario e «del pregio dell’opera prestata». Codice aggiornato anche per gli psicologi da dicembre ma solo per inserire un consenso informato “rafforzato”, ora che la professione rientra tra quelle sanitarie; sui compensi il Consiglio ha ritenuto sufficienti le norme già previste. Le sanzioni A definire le sanzioni applicabili, sposando la linea della tenuità, è il Consiglio nazionale forense che il 23 febbraio ha approvato la nuova norma del Codice deontologico ora in attesa di essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (entrerà in vigore dopo 60 giorni). Per gli avvocati sono previste sanzioni diverse per i due illeciti indicati dalla legge 49: la censura per chi concorda o preventiva un compenso non equo; e l’avvertimento (la sanzione minima) per il legale che predispone da sé il contratto e non avverte (per iscritto) il cliente che il compenso deve essere equo, pena la nullità. Sanzioni leggere, quindi, che tengono conto, spiega la relazione di accompagnamento alla norma, del fatto che «il professionista che accetta un compenso iniquo è già in qualche modo una vittima di un cliente “forte”, e non andrebbe ulteriormente vessato da obblighi e/o sanzioni». La scelta di prevederli comunque è stata fatta per conferire «effettiva precettività» alle norme. Peraltro, si suggerisce, il rilievo disciplinare può essere usato dal legale nelle trattative, «per sottrarsi alle pressioni più spinte». Sulla stessa scia il Consiglio dei commercialisti: la proposta di sanzioni per entrambe le violazioni all’equo compenso (che è in approvazione questa settimana) prevede la sanzione più lieve, la censura. Le regole in arrivo Sempre questa settimana dovrebbe essere aggiornato il Codice dei consulenti del lavoro, con l’inserimento sia dell’obbligo di pattuire un compenso equo, sia di informare il cliente sulla nullità delle clausole “al ribasso” se predisposte dal solo professionista. È ancora in discussione, anche nel confronto con gli Ordini provinciali, il Codice degli architetti (previsto per l’ estate). Per le sanzioni la bozza rinvia al procedimento del Consiglio di disciplina. La modifica sarà anche l’occasione per rivedere, tra gli altri, i temi dei rapporti con i collaboratori, dell’incompatibilità e dei principi della sostenibilità. In gestazione anche le modifiche al Codice dei notai, oggetto anch’esso di un restyling più ampio. Infine la scorsa settimana si è insediato alla Giustizia l’Osservatorio sull’equo compenso, che raccoglierà le proposte di modifica e le segnalazioni di violazioni della legge. © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 Il Sole 24 Ore|15 aprile 2024|PROFESSIONI 24|p. 18|di Valentina Maglione, Valeria Uva

 

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